Con le norme contenute nel DL 192, poi modificato dal DL 311 il legislatore pone l’attenzione su un tema ormai centrale e che interessa tutti i settori dell’economia:
il risparmio energetico.

Anche l’edilizia residenziale dovrà dare il proprio contributo al contenimento delle immissioni in atmosfera, provvedendo a costruire involucri più efficienti, capaci di ridurre non solo i consumi invernali ma anche quelli estivi nel rispetto delle prescrizioni legislative.

D’ora in avanti sarà sempre maggiore l’attenzione che il legislatore porrà su questi temi, con ricadute forti non solo su noi produttori ma anche su tecnici e rivenditori, nonchésugli utilizzatori finali quali imprese o privati.

Le schede tecniche dei nostri articoli e le schede di pareti multistrato hanno lo scopo di suggerire soluzioni tecniche di pareti monostrato o multistrato che siano in grado di soddisfare i principi della normativa, anche in prospettiva dell’ulteriore giro di vite che si avrà a partire dal 2018.

Non sono stati tralasciati altri requisiti fondamentali quali l’isolamento acustico e la resistenza al fuoco, importanti sia in una parete di tamponamento che in una portante.

Nella sezione Esempi di Messa in Opera, vengono proposte una serie di tipologie di pareti multistrato, a partire dagli spessori totali minori fino a quelli maggiori.
Tali esempi riguardano sia le pareti più leggere con massa superficiale minore di 230 kg/mq sia le soluzioni più massive che soddisfano tale requisito.

Considerazioni sugli aspetti normativi relativi alle pareti

Il decreto ministeriale 26 giugno 2015 “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”, definisce le nuove regole sulla certificazione degli edifici sulla base dei criteri e stabiliti dalla Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, in sostituzione del D.P.R. n. 59/2009. L’obiettivo è quello di portare i consumi delle costruzioni a valori bassissimi, il concetto di NZEB (Nearly Zero Energy Buildings), introdotto dal decreto legge n. 63/2013, viene applicato già dal 2018 alle costruzioni della Pubblica Amministrazione e sarà esteso a tutte le altre costruzioni entro il 2021.

Il nuovo decreto fissa nuovi standard energetici minimi degli edifici in due “step” successivi, 2015 e 2020. Una delle principali novità introdotte è la metodologia di verifica del rispetto dei requisiti minimi. Viene definito un quadro metodologico comparativo per il calcolo della prestazione. In pratica il valore limite di prestazione energetica di un edificio sarà definita in base alla comparazione dello stesso con un edificio di riferimento avente stessa geometria e ubicazione ma con caratteristiche termiche (p.es. trasmittanza termica e rendimenti impianti) predeterminate. In assenza di autoconsumo, il fabbisogno dell’energia primaria non rinnovabile non potrà essere azzerato attraverso l’apporto di energia rinnovabile.

Bisognerà adottare tutti gli strumenti necessari affinché l’energia necessaria per riscaldare o raffrescare gli edifici dovrà essere autoprodotta al fine di portare il bilancio energetico vicino allo zero. Sprecare energia significherà doverne produrre di più, con la conseguente richiesta di impianti tecnologici più costosi sia in fase di installazione che di manutenzione. In questo contesto l’involucro edilizio, con le parti che lo compongono, assume sempre più importanza perché da esso dipende direttamente il dispendio di energia per mantenere il comfort abitativo.

I vincoli prestazionali relativi ai componenti di un immobile diventano sempre più restrittivi col passare degli anni, la tabella seguente mostra la diminuzione dei valori limite di trasmittanza termica delle pareti.

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Va sottolineato inoltre che l’equazione “elevato isolamento termico = edificio virtuoso”, importata direttamente dai paesi del nord Europa, sta lasciando il posto a più attente valutazioni di carattere tecnico, l’isolamento termico da solo non basta, sicuramente esso avrà un ruolo primario negli infissi dove non è possibile usufruire dell’apporto della massa, di certo le pareti di un edificio NZEB dovranno avere un basso valore di trasmittanza, ma si dovrà tener conto del comportamento dell’immobile per tutti i 12 mesi dell’anno, non solo per i tre mesi invernali.

Le pareti devono apportare il loro contributo positivo soprattutto nei mesi caldi in quanto, in Italia, i consumi energetici per il rinfrescamento superano quelli invernali.

L’introduzione di nuovi parametri come massa superficiale, stasamento e trasmittanza termica periodica serve a quantificare la proprietà della parete nel periodo estivo.

Il fattore che maggiormente concorre al comfort abitativo di una casa, relativamente alle pareti perimetrali, è rappresentato senza dubbio dalla massa che la caratterizza, recenti studi comparativi dimostrano che una parete massiva se paragonata a una leggera, dello stesso valore di trasmittanza statica, garantisce un risparmio energetico sul riscaldamento di oltre il 30%. Ma è soprattutto nei mesi caldi, quando la capacità termica della parete accumula il fresco della notte per restituirlo di giorno, che la muratura massiva svolge un ruolo attivo nel bilancio energetico. Questo grazie all’elevato valore di sfasamento dell’onda, che indica, in ore, il ritardo tra l’oscillazione della temperatura esterna e quella interna. Alti valori di sfasamento garantiscono prestazioni migliori, esso comunque non dovrebbe essere mai inferiore a 12 ore, ma i nostri prodotti Evolater di ultima generazione offrono valori di sfasamento dell’ordine di 24 ore, ciò vuol dire in pratica avere un ambiente interno quasi insensibile all’andatura di quello esterno!

Per limitare il diffondersi di pareti super isolate con soluzioni leggere, tipico dei paesi nordici che trovano difficili applicazioni pratiche in Italia, è stato introdotto anche un limite minimo alla massa superficiale*, cioè per i motivi sopra esposti si obbligano i progettisti a prevedere soluzioni massive per le pareti più esposte al sole, tale limite fissato in 230 Kg/m3 è abbondantemente soddisfatto dalle nostre pareti monostrato NZEB le quali prevedono valori di massa superficiale fino a 400 Kg/m3 , condizione necessaria per ottenere performance elevate attraverso soluzioni innovative totalmente in laterizio, materiale virtuoso che beneficia contemporaneamente delle proprietà di resistenza,  isolamento, traspirabilità, massa e durata nel tempo.

Fornaci DCB ha introdotto nel 2013, per prima in Italia, blocchi a setti sottili da 50 cm di spessore pensati per gli edifici NZEB, attualmente la nostra gamma di prodotti Evolater di ultima generazione si pone al vertice della categoria dei blocchi in laterizio presenti sul mercato con lo scopo di mettere nelle mani del cliente gli strumenti necessari per costruire le migliori case del futuro.